Siria, visita a sopresa di Putin: “Via le truppe russe dal Paese”

Vladimir Putin vola in Siria e annuncia il ritiro delle truppe dal Paese. Oggi incontrerà il presidente Recep Tayyip Erdogan per parlare di Gerusalemme

Vladimir Putin sa che la partita più importante per la Russia, attualmente, è quella mediorientale.

Le primavere arabe del 2011 e la crisi che ne è seguita hanno creato un periodo di instabilità in Nord Africa e in Medio Oriente. Un’instabilità che è stata cavalcata dagli Stati Uniti, ma che ha visto la diplomazia russa imporsi per dirimere le principali questioni della regione.

Oggi il presidente russo si è recato a sorpresa nella base russa di Hmeimim, dove è stato accolto dal presidente siriano Bashar al Assad e dal ministro della Difesa di Mosca Serghei Shoigu. Secondo quanto riporta Russia Today, Putin avrebbe ordinato l’allontanamento delle truppe dal Paese in quanto lo Stato islamico sarebbe stato definitivamente sconfitto: “Ho dato istruzioni al ministero della Difesa di iniziare il ritiro del gruppo russo di truppe verso il loro luogo di dislocazione permanente“. Ma poi il presidente russo ha precisato: “Se i terroristi alzeranno di nuovo la testa, li colpiremo in un modo che non hanno ancora mai visto“.

Ma non solo le attività belliche per combattere il terrorismo. Putin pensa anche a una serie di iniziative diplomatiche per portare la calma, dopo 6 anni di guerra, nella regione: “Auspico vivamente che noi, insieme a Iran e Turchia, che stanno contribuendo allo sradicamento del terrorismo, saremo in grado di stabilire una vita pacifica e l’avvio del processo politico. È importante preparare il Congresso dei popoli di Siria e avviare il processo per una soluzione politica“.

Il nodo Gerusalemme

Impegnato in un denso tour mediorientale, oggi Putin è atteso ad Ankara, dove incontrerà il presidente turco Recep Tayyip Erdogan per discutere di Gerusalemme. In una nota diffusa da Ankara si legge: “Si prevede che nei colloqui del nostro presidente con Putin si scambieranno opinioni su affari internazionali e regionali, soprattutto sui fatti di Gerusalemme e quello che accade in Siria, oltre alle relazioni bilaterali tra Turchia e Russia“.

Sia Mosca che Ankara hanno pesantemente condannato la decisione di Trump di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo in questo modo la città santa come capitale di Israele e violando le risoluzioni dell’Onu.

 

 

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