Juventus, arrestato capo ultrà: deve scontare 13 anni di carcere

Loris Giuliano Grancini, capo ultras del gruppo dei “Viking”, è accusato di diversi reati, tra cui tentato omicidio

Deve scontare 13 anni e 11 mesi di carcere per un cumulo di pene, dopo una serie di condanne per diversi reati, tra cui tentato omicidio.

I carabinieri di Cernusco sul Naviglio, Milano, hanno arrestato Loris Giuliano Grancini, 44enne capo dei “Viking”, gruppo ultrà della Juventus.

L’arresto è avvenuto nell’appartamento dell’uomo a Cernusco, alle porte del capoluogo lombardo. Grancini è accusato di aver sparato a un tifoso avversario il 5 ottobre del 2016 in piazza Morbegno, zona viale Monza a Milano: insieme a un compagno, Pasquale Romeo, condannato a 9 anni con rito abbreviato, il 44 avrebbe infatti cercato di uccidere a colpi di pistola Massimo Merafino.

Secondo l’accusa sarebbe stata una ritorsione per una lite che si era verificata in un bar di Milano. Grancini è stato anche accusato di aver minacciato e ferito con una coltellata al polpaccio un amico di Merafino, Antonio Genova, aggredito affinché non testimoniasse contro di lui.

I precedenti

Loris Giuliano Grancini, per gli inquirenti, è anche uomo di Cosa Nostra e della cosca calabrese dei Rappocciolo. Nel 1998 scampó a una sparatoria, un regolamento di conti in viale Faenza, alla Barona. Il suo nome è comparso anche in altre due indagini: una sul suicidio di un capo ultrà a Torino e l’altra su presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta nel marketing della Juventus.

Lo scorso aprile, il 44enne era stato colpito da un Daspo di quattro anni dopo alcune denunce per istigazione a delinquere. Cinque mesi fa infine il capo ultrà bianconero è stato accusato di tentata estorsione e atti intimidatori nei confronti del titolare di una società di eventi sportivi.

 

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