Pensione a 67 anni dal 2019: pressing per salvare le madri

Oggi primo tavolo per decidere chi non rientrerà nell’automatismo. I sindacati: fuori le donne con figli

Confermata l’esclusione dei lavori gravosi dallo scatto delle pensioni a 67 anni, il pressing della politica e dei sindacati si concentra sulle donne e su un ammorbidimento del meccanismo che lega l’età del ritiro alle aspettative di vita.

Oggi riprende il confronto tra il governo e Cgil, Cisl e Uil, con un tavolo tecnico al quale parteciperà il consigliere economico di Palazzo Chigi Marco Leonardi e che ha lo scopo di preparare il vertice politico del 13 novembre con i segretari generali delle confederazioni.

I sindacati sono stati convocati su un ordine del giorno minimalista che è stato rispedito al mittente.

Le organizzazioni dei lavoratori vogliono tenere al centro del confronto lo scatto che nel 2019 farà aumentare di cinque mesi l’età pensionabile. Ma anche l’attuazione del protocollo del 2016 siglato dagli stessi sindacati e dal governo, che prevede l’individuazione di requisiti differenziati per il pensionamento delle diverse categorie di lavoratori.

Il governo non ha intenzione di modificare il meccanismo che adegua l’età del ritiro all’aspettativa di vita, ma è disposto a trattare sulle eccezioni. I sindacati, per contro, oggi chiederanno che l’aumento dell’età pensionabile sia legata all’aspettativa di vita anche in caso di cali, come quello registrato nel 2015. A legislazione vigente l’età pensionabile può non aumentare, ma mai diminuire.

Obiettivi difficili da raggiungere. Per ora l’unica posta è in gioco è la platea di chi sarà in qualche modo risparmiato dallo scatto a 67 anni. Sicuramente ne fanno parte i lavoratori interessati dall’Ape sociale. Ci rientrano varie figure professionali, dagli operai dell’industria estrattiva, ai conduttori di treni agli infermieri, fino ai maestri d’asilo.

Sono circa 15 mila. I sindacati, come obiettivo di breve termine, puntano a includere almeno altrettante donne, in particolare le madri. I requisiti di pensionamento delle lavoratrici saranno a breve gli stessi in vigore per gli uomini. Ma le donne sono penalizzate da carriere lavorative più discontinue e quindi storie contributive meno forti.

Difficile che il governo accontenti i sindacati. Oggi, con tutta probabilità, Leonardi proporrà di aggiungere alla lista dei lavori usuranti qualche altra categoria.

In ogni caso, il consulente di Gentiloni non dovrebbe prendere impegni vincolanti. Il governo e in particolare il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, sono in attesa degli emendamenti alla Legge di Bilancio, ora all’esame del Senato. Il pressing del Pd in questo momento è più importante di quello dei sindacati.

Il segretario del Pd Matteo Renzi non vuole pagare il conto di un ulteriore giro di vite sulle pensioni, ma visto che a questo punto non è possibile tornare indietro, cercherà di rivendicare la paternità delle modifiche, mettendo in ombra i sindacati.

Non è del tutto tramontata l’idea di rinviare l’approvazione del decreto che ufficializzerà l’aumento a 67 anni a partire dal 2019. A normativa vigente, il governo dovrebbe approvarlo entro gennaio, cioè un anno prima che l’aumento dei requisiti della pensione entri in vigore. Ma una legge potrebbe spostare in avanti il termine, magari a dopo le elezioni. Comunque in tempo per fare aumentare l’età pensionabile.

Il problema, infatti, più che la legge è il fatto che i risparmi dell’adeguamento sono già stati contabilizzati nei documenti di economia e finanza. Ogni concessione sulle pensioni, comporta una copertura finanziaria da mettere nero su bianco dentro la Legge di Bilancio. Che, già così com’è, è fatta in larga parte in deficit e non lascia spazio ad altre misure, a meno che non si trovi il modo di finanziarle.

 

fonte…qui

loading...