Legge elettorale, al Senato fiducia su 5 articoli. E in aula è caos

Sinistra italiana alza cartelli ‘zero fiducia’, la capogruppo De Petris occupa la sedia di Grasso, i senatori del Movimento 5 stelle si calano bende sul volto. Mdp al Colle da Mattarella: “Noi fuori dalla maggioranza”. Domani dalle 14 le votazioni sugli articoli, quella finale giovedì entro le 12

ROMA – La legge elettorale va avanti a colpi di fiducia. Il governo ha scelto questa strada anche al Senato. Una decisione che ha scatenato il caos a Palazzo Madama e fuori: in aula con le ‘barricate’ dei Cinque Stelle e la senatrice Loredana De Petris (gruppo misto) che “occupa” la presidenza, poco lontano con la protesta di piazza di Mdp, Sinistra italiana e Possibile.

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Porre la questione di fiducia è un atto “gravissimo” da parte del governo, ha attaccato la presidente dei senatori Mdp, Cecilia Guerra, al termine della riunione dei Capigruppo. “Una schifezza”, ha detto il senatore M5s, Andrea Cioffi. La scelta dell’esecutivo, condivisa dalla maggioranza, è però stata presa: il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha concesso “un ampio spazio alla discussione”, come riconosciuto anche da Mdp. Dalle 14 di domani, via ai voti di fiducia su cinque dei sei articoli del Rosatellum. Voti che non dovrebbero riservare sorprese, nonostante il no di Mdp e i dubbi di alcuni democratici, Ala ha già annunciato il sostegno di 12 suoi senatori. Così come non dovrebbe riservare sorprese neppure il voto finale, che arriverà giovedì entro le 12: Forza Italia ha anticipato che dirà sì alla legge.

• LE PROTESTE
“Vergogna vergogna” ha intonato in coro Sinistra italiana all’annuncio della fiducia. La capogruppo Loredana De Petris ha ‘occupato’ la sedia del presidente Grasso lamentando il fatto di non aver avuto la possibilità di intervenire. Occhi bendati, invece, per i parlamentari M5S.

In aula i senatori di Mdp hanno rumoreggiato, in piazza hanno protestato insieme a parlamentari e attivisti di Sinistra Italiana e Possibile. Poi i capigruppo Francesco Laforgia e Maria Cecilia Guerra sono saliti al Colle per comunicare al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che il loro gruppo non fa più parte della maggioranza di governo. “Oggi Gentiloni è passato alla storia per aver battuto un triste primato: essere il primo presidente del Consiglio dall’Unità d’Italia a porre la fiducia sulla legge elettorale sia alla Camera sia al Senato”, hanno commentato in una nota i enatori di Mdp Guerra, Federico Fornaro e Carlo Pegorer.

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• CIVATI: “STAGIONE DI ARROGANZA”
“Questo voto è la sintesi di tutta la legislatura. Chiude una stagione lunga di arroganza del potere: di fiducie, di canguri, di sedute lunghe nella notte. Non è mai stato possibile fare un dibattito parlamentare sulla legge elettorale. L’alleanza Renzi-Berlusconi c’è da tempo sulle grandi decisioni politiche”, ha detto il segretario di Possibile Pippo Civati, insieme a Nicola Fratoianni di Si sul palco della manifestazione svoltasi in piazza Navona. “Addirittura la votano i parlamentari del Partito democratico che sono solo penalizzati da questa legge. Valli a capire, sono solo autolesionisti. È come avere il Porcellum”.

•  ZANDA: “ECCO LE TRE RAGIONI DEL PD”
Il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda, ha illustrato le tre ragioni che hanno portato il Pd a sostenere la scelta di porre la fiducia al Rosatellum. “Il voto finale col quale dovrà essere approvata la legge elettorale non vedrà voto di fiducia e, quindi, mi pare che siamo dentro i regolamenti”, ha detto l’esponente dem. Gli emendamenti sono quasi cinquanta e “sono chiaramente strumentali”, ha aggiunto, “posti su vari articoli, e utilizzano il voto segreto per modificare la legge”. Ma da molto tempo “nel nostro paese il voto segreto non è più un voto di coscienza, come fu pensato dal costituente, ma è un voto di manovra politica”. La seconda ragione riguarda la Manovra: “Dobbiamo lavorare alla legge di Bilancio e non possiamo sovrapporre questo lavoro a quello sulla legge”. Infine, “la fine della legislatura è vicina, ormai si tratta di poche settimane, e abbiamo di fronte la scelta tra una legge elettorale scelta dal Parlamento e una legge elettorale che non è stata scelta dal Parlamento. Con il Consultellum avremmo due Camere diverse nella composizione e nella maggioranza. Mi chiedo se il Paese che esce dalla crisi economica possa permettersi questo”.

• RENZI: “FIDUCIA LEGITTIMA”
“Mettere la fiducia è un atto assolutamente legittimo – commenta il segretario del Pd Matteo Renzi – e questa legge elettorale permetterà ai cittadini di scegliere i parlamentari. Il resto è discussione autoreferenziale e lontana dai problemi delle persone”. E ancora: “Siamo lontani centinaia di chilometri dal chiacchiericcio della politica romana. Mi sto occupando di cose concrete”.

• L’APPELLO DI SPERANZA
“Mi appello a Gentiloni: evitiamo un’ulteriore violenza al Parlamento italiano. L’occasione è quella di oggi, bisogna permettere al Senato di votare”. Roberto Speranza, leader di Mdp, intervistato da Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto a Circo Massimo su Radio Capital, auspicava che non venisse posta la fiducia sulla legge elettorale anche a Palazzo Madama. “Mi chiedo – continuava Speranza – se la destra è forte e dobbiamo combatterla, perché poi si fa la legge con Forza Italia e Lega, favorendo la destra? Il Rosatellum divide la sinistra e rafforza la destra”.

Per il leader bersaniano, che domenica su Repubblica ha provato a riaprire il dialogo con Matteo Renzi, l’approvazione della legge lettorale spiana, di fatto, la strada delle larghe intese: “L’eventuale fiducia sulla legge elettorale non sarà l’ultimo voto di questa legislatura ma il primo della prossima: vorrà dire che avremo le larghe intese tra Forza Italia e Pd. Io chiedo al Pd di fermarsi prima che sia troppo tardi. Noi con la destra non ci andiamo. Proveremo a costruire un campo di forze più largo possibile, sulla base di contenuti e politiche alternative a quelle renziane, dal Jobs Act alla Buona scuola”.

Per Speranza, le coalizioni previste dal Rosatellum “sono in realtà farlocche. Ogni lista mantiene il suo simbolo, il suo programma e il suo leader. Sono semplici apparentamenti che il giorno dopo si romperanno. E Renzi e Forza Italia si troveranno a fare un governo insieme”.

 

fonte…qui

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