Stipendi più alti per i presidi e seimila bidelli in più, verso una Finanziaria da un miliardo per scuola e atenei

Stipendi più alti per i presidi e seimila bidelli in più, verso una Finanziaria da un miliardo per scuola e atenei.

Tra le richieste della ministra Fedeli con buone chance di passare, anche lo sblocco degli scatti di anzianità per i docenti universitari.

ROMA – Tra oggi e domani, con una serie di incontri a Palazzo Chigi, il governo sceglierà che cosa inserire nella Legge di bilancio per quanto riguarda la scuola e l’università. Le richieste di peso della ministra Valeria Fedeli sono sei e hanno tutte buone possibilità di superare le forche caudine del ministero delle Finanze e della Ragioneria generale dello Stato. A scuola e università dovrebbe essere destinato un miliardo e 95 milioni di euro.

• L’AUMENTO AI DOCENTI
Per ogni dipendente della pubblica amministrazione, dopo l’accordo del 30 novembre scorso, è previsto un aumento di 85 euro lordi il mese (40 euro netti, in busta paga). La ministra, vista la perdita di potere d’acquisto degli stipendi di maestri e professori, chiede un’ulteriore gratificazione per gli insegnanti. Secondo calcoli sindacali, dal 2009 a oggi le retribuzioni dei docenti hanno perso in inflazione il 15 per cento: tra i 150 e i 250 euro, a seconda del ruolo e dell’anzianità. L’aumento di 85 euro lordi (in realtà ancora da finanziare) solleva un nuovo problema: chi, compreso nella fascia tra 24mila e 26 mila euro annui, prendeva il bonus da 80 euro voluto dall’ex premier Matteo Renzi, rischia di perderlo. Somiglierebbe a una beffa. Il governo sta studiando un intervento di carattere fiscale per sterilizzare gli effetti negativi dell’aumento contrattuale (gli 85 euro, appunto). Quest’ultima misura, comunque, sarà presa per tutta la pubblica amministrazione. Un docente di scuola media a metà carriera, in Italia, guadagna 30 mila euro lordi l’anno: la media Ue è di 36 mila euro.

I sindacati confederali segnalano che, ad oggi, “nessun atto di indirizzo è stato inviato all’Aran”, l’agenzia che cura i negoziati pubblici. La Flc Cgil chiede che i soldi per il bonus sul merito scolastico, e anche quelli per l’aggiornamento professionale, vengano spostati in toto sull’aumento salariale: da variabile legata al merito a quota fissa per tutti.

I sindacati, ancora, vorrebbero riportare dentro la partita della contrattazione una serie di questioni che la Legge “Buona scuola” ha definitivamente fissato il 13 dal luglio 2015: la cosiddetta chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici, per esempio. Il 13 novembre il Miur pubblicherà la circolare sulle iscrizioni ai primi anni di ogni ciclo e in quello stesso periodo comincerà la contrattazione con le organizzazioni sindacali sulla mobilità del personale docente, “con l’obiettivo di concluderla prima di Natale”, ha detto ieri sera in Parlamento la ministra dell’Istruzione. Successivamente, la contrattazione prenderà una cadenza triennale “per dare regole certe e stabili nel tempo”.
• LO STIPENDIO DEI PRESIDI
Il secondo aumento del pacchetto scuola della prossima Finanziaria riguarda i dirigenti scolastici: sono ottomila e chiedono un sensibile ritocco della parte fissa della busta paga. Il costo generale per questo intervento è stimato in 95-100 milioni di euro. E’ la famosa equiparazione delle buste paga dei dirigenti scolastici a quelle degli altri dirigenti di Stato. Meglio, un avvicinamento all’equiparazione, vista la distanza odierna. Oggi la paga media di un dirigente scolastico è di 2.800 euro netti il mese. La protesta dei presidi sulla questione iniziò la scorsa estate. A giorni, ha ricordato ieri sera Fedeli, ci sarà il bando (dopo sei anni) per il nuovo concorso per dirigenti scolastici: 2.425 posti, che sono quelli vacanti e quelli che si prevede lo diventeranno nell’arco di tre anni. Nel 2018, ancora, sarà pubblico il concorso per dirigenti amministrativi (Dsga, 1.700 posti).

• BIDELLI E SCUOLE D’INFANZIA
Al vaglio del ministero delle Finanze c’è la proposta dell’Istruzione per l’assunzione di seimila Ata: amministrativi, tecnici, bidelli. Seimila in più, s’intende, oltre a quelli previsti per sostituire i pensionati. Il Miur chiede anche 500 assunzioni per personale interno: gli Uffici scolastici regionali sono sotto organico. Ancora, si propone il ripristino delle supplenze brevi, eliminate dal Governo Monti. Per gli Its, gli Istituti tecnici e superiori, serve un fondo di 14 milioni per consentire il raddoppio degli studenti dei corsi: oggi sono ottomila. Il sistema Its nei primi sette anni di vita ha dato buoni risultati: 81 per cento di occupati a un anno dal diploma. Il capitolo, tuttavia, potrebbe essere spostato sull’Industria 4.0 e, dunque, sul bilancio del ministero dello Sviluppo economico.

Su proposta del Pd, il governo sta lavorando a un organico del potenziamento per la scuola dell’infanzia: maestre e maestri di materna ed elementari sono stati l’unica categoria esclusa dalle assunzioni della Buona scuola. Infine, il Miur chiede risorse per stabilizzare una quota delle supplenze sul sostegno.
• UNIVERSITA’, SCATTI D’ANZIANITA’ E RICERCATORI
La ministra Fedeli si è impegnata: “Troveremo le risorse per gli scatti di anzianità dei docenti universitari”. L’aumento automatico era stato congelato nel quinquennio 2011-2015 e sbloccato a partire dal primo gennaio 2016. Il Movimento per la dignità della docenza universitaria – che ha organizzato losciopero degli esami, tuttora in corso – chiede di recuperare in busta paga l’anno 2015 e, senza pretendere arretrati, di riottenere il livello di carriera che le finanziarie dei tempi di crisi hanno fermato. Infine, il Miur vuole stabilizzare 1.500 ricercatori universitari ancora senza contratto fisso.

• I PRECARI DELLA RICERCA
Il ministero della Pubblica amministrazione in queste ore sta cercando di stabilizzare gli storici

precari degli enti di ricerca, a partire dal Cnr che chiede – attraverso la base – l’assunzione di 2.600 “contratti e assegnisti” su 4.500.

fonte…qui

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