Riace, il sindaco Lucano indagato per truffa sui migranti

Osannato da tv e giornali, Domenico Lucano è indagato per concussione e truffa aggravata ai danni dello Stato e dalla Ue

Un’altra bufera si abbatte su Riace. Il modello dell’accoglienza della cittadina calabrese era già da tempo finito nel mirino della magistratura e non solo.

Infatti, come aveva segnalato il Giornale tempo fa, un report redatto a dicembre 2016 dalla Prefettura di Reggio Calabria relativo ad alcune visite ispettive presso il centro SPRAR attivo nel comune di Riace, nei giorni 20 e 21 luglio 2016 segnalava anomalie e critiche pesanti sull’organizzazione dei servizi, l’utilizzazione del personale e l’andamento generale del progetto, dalle quali emergono “situazioni fortemente critiche, la cui ripetitività richiederebbe ulteriori approfondimenti”. Nell’agosto scorso, lo Stato ha tagliato i fondi del centro di accoglienza perché alcune rendicontazioni non erano ammissibili.

Adesso, il sindaco Domenico Lucano risulta indagato per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato e dell’Ue, concussione e abuso d’ufficio, in concorso nei progetti di accoglienza. Insieme a lui è indagato anche Antonio Capone, presidente dell’associazione “Città futura-don Pino Puglisi”, il primo consorzio nato per gestire i profughi.

Lucano è stato inserito nella classifica della rivista “Fortune” tra i 50 leader più influenti al mondo e il suo modello di accoglienza era stato oggetto di studi in Europa. Il regista tedesco Wim Wenders a Riace girò il cortometraggio “Il Volo” per raccontare il modello del comune reggino. E anche la Rai ha dedicato una fiction il cui protagonista è Beppe Fiorello per elogiare la storia di Lucano. Ma ora il modello Riace è a rischio.

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