Catalogna, il prefetto: “Chiedo scusa per violenze della Guardia Civil”

Confermata l’accusa di sedizione per il capo della polizia catalana Trapero che resta in libertà. Rischia 15 anni. Puigdemont rinvia a martedì il suo intervento in Parlamento. Giudice di Barcellona apre inchiesta contro violenza della polizia

 TRA accuse, scuse e sfide, il braccio di ferro tra Catalogna e Madrid non è ancora concluso. Dopo una settimana dal giorno della consultazione sono arrivate le prime scuse per le violenze accadute durante lo svolgimento del referendum sull’indipendenza della Catalogna. Ma anche la prima parte del conto che il capo della polizia catalana Josep Lluis Trapero e i vertici delle associazioni indipendentiste dovranno pagare. Mentre Puigdemont, dopo lo stop di Madrid, ha rinviato la seduta del Parlamento a martedì.

· SCUSE (a metà) 
La parola “scusa” – grande assente nel discorso alla nazione del re Felipe VI – è comparsa in un intervento del prefetto spagnolo in Catalogna Enric Millo. “Ho visto le immagini e so che ci sono persone che hanno ricevuto percosse, spinte, e che c’è ancora una persona in ospedale, posso solo chiedere scusa a nome degli agenti che sono intervenuti”. Una discolpa a metà in realtà, perché per il prefetto “tuttavia la responsabilità finale delle violenze ricade sulla Generalitat, che si è rifiutata di rispettare l’ordinanza del tribunale di annullare il referendum”

· CONFERMATE ACCUSE
In mattinata il tribunale di Madrid ha confermato l’accusa di sedizione per il capo dei Mossos d’Esquadra e gli altri indagati: la responsabile della polizia Teresa Laplana, Se condannato – ma il verdetto non arriverà oggi – Trapero rischia sino a 15 anni di carcere, ma per ora i giudici non hanno chiesto l’arresto di nessuno degli indagati.

Il capo dei Mossos è indagato insieme alla responsabile della polizia Teresa Laplana per il mancato intervento al fianco della Guardia Civil il 20 settembre. Quel giorno gli agenti inviati da Madrid stavano eseguendo delle perquisizioni nei palazzi delle istituzioni catalane. Mentre si trovavano all’interno del dipartimento dell’Economia, fuori dall’edificio si erano radunate migliaia di persone per protestare contro il tentativo di bloccare il referendum. La Guardia Civil aveva chiesto l’intervento della polizia catalana, guidata da Trapero, per allontanare i manifestanti e rompere l’assedio. Secondo l’accusa, l’intervento di Trapero è stato tardivo.

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