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Caffè, brioches e… sesso a pagamento. La prostituzione per incrementare il giro dei clienti al bar

Castelnovo Monti (Reggio Emilia), 11 agosto 2017 – Caffè, brioches e… sesso a pagamento. La prostituzione per incrementare il giro dei clienti al bar. E’ questo ciò che emerge dalle indagini dei carabinieri su un locale pubblico di Castelnovo Monti. Si sarebbero tenuti incontri tra clienti e amiche della barista la quale, pur se non partecipava direttamente ai guadagni derivanti dalle prestazioni sessuali a pagamento, aveva comunque un ritorno economico consistente, come è ovvio, nell’aumento del volume delle consumazioni.

I provvedimenti

Stamattina i carabinieri del capoluogo montano hanno dato esecuzione al provvedimento cautelare del divieto di dimora nel comune di Castelnovo Monti, emesso dal Gip del Tribunale di Reggio su richiesta della Procura reggiana a carico della barista, una 50enne residente a Toano, indagata per il reato di favoreggiamento della prostituzione. Lo stesso locale, che funzionava da punto d’incontro per le successive prestazioni sessuali a pagamento, è stato sottoposto a sequestro preventivo.

Le accuse

Nell’ambito del procedimento la barista è anche indagata per il reato di tentata estorsione in quanto, dopo aver convinto un cliente a darle del danaro per le proprie spese, promettendogli che avrebbe interceduto con la propria dipendente affinché avesse una relazione con lui, dapprima minacciando di fargli rompere le gambe e successivamente sottraendogli la carta d’identità, gli intimava di consegnarle l’ulteriore somma di oltre duemila euro.

Le indagini

Le indagini dei carabinieri del nucleo operativo di Castelnovo Monti sono iniziate a giugno dopo la denuncia di un uomo frequentatore del bar che riferiva essere vittima di un tentativo di estorsione da parte della barista, alla quale già nel passato aveva consegnato somme di danaro avendo ricevuto da quest’ultima assicurazione di un sua “intercessione” affinché una sua dipendente potesse allacciare con lui una relazione sentimentale. Pur non essendo emerso che nel bar si consumassero prestazioni sessuali, nel corso di una perquisizione eseguita nell’esercizio pubblico, al piano interrato i carabinieri hanno scoperto una “taverna” attrezzata con tre letti, di cui uno matrimoniale, trovando pure dei manoscritti coni importi di danaro associati a nomi, tra i quali quelli di clienti del bar e di donne emerse nell’indagine.

 

 

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